Logistica e autotrasporto, il futuro è l'integrazione

trasporti-logisticaAutotrasporti e Logistica rappresentano oggi settore ricco di opportunità, un sistema che punta ad essere sempre più efficiente in Italia, e che, se ben supportato dalle istituzioni, può offrire nuove occasioni di lavoro ai giovani, sviluppo per le imprese e spingere l’intero sistema economico italiano verso logiche di progresso “smart”.

 

È questo il quadro emerso nelle scorse settimane a Fiera Milano in occasione del Forum Internazionale della Logistica e dell’Autotrasporto, dal titolo “Siamo Sistema. Autotrasporti, interporti, logistica: verso una grande integrazione”.

Sullo sfondo di un mercato finalmente in ripresa - le immatricolazioni dei soli pesanti sono cresciute del 60% nel mese di agosto 2016 rispetto allo stesso mese del 2015, come dichiarato dal presidente UNRAE - il Forum, attraverso una serie di tavole rotonde, ha messo a confronto rappresentanti delle istituzioni, le principali associazioni di settore, ma anche esponenti della filiera, dalle infrastrutture agli utilizzatori.

In generale è emersa chiara la stretta correlazione tra sviluppo del settore e opportunità di crescita economica per il nostro Paese, in un momento in cui nuovi servizi, come l’e-Commerce – cresciuto del 12% solo nell’ultimo anno (fonte UPS) – portano prepotentemente alla ribalta il trasporto su gomma per raggiungere i clienti ovunque e impongono una crescente riflessione sugli sviluppi della logistica.

In questa situazione di rapido e radicale cambiamento, per restare competitivi, occorre infatti una logistica efficace, capace di reagire ai cambiamenti e in grado di diventare fattore abilitante all’innovazione tecnologica dell’intero Paese.

Il Forum ha puntato i riflettori su un sistema che continua a lavorare per la piena integrazione tra mezzi e infrastrutture, imprese e istituzioni. Il risultato è quello di un mercato orientato a una logica “smart”, che può essere esempio e punto di partenza per lo sviluppo economico del Paese e che può portare a una riqualificazione del trasporto su gomma, per anni accusato di alti costi e alto impatto ambientale e che oggi, invece, è sempre più orientato a risparmio ed ecosostenibilità.

Per evolvere occorre cambiare la mentalità dell’autotrasporto, passando da una logica dominante di proprietà a quella di servizio al cliente.

Così, se da un lato, in Italia, è necessario abbattere l’impatto ambientale e i costi dei mezzi, puntando sul rinnovo del parco circolante – nell’epoca dell’Euro6 il 74% dei mezzi pesanti italiani, secondo UNRAE è ancora Euro4, – dall’altro occorre mettere al centro la formazione dell’autotrasportatore, anche attraverso incentivi. Queste iniziative, sono ormai fondamentali per creare figure professionali aggiornate, in grado di valorizzare le potenzialità di mezzi sempre più tecnologicamente avanzati, con funzioni che vanno dalla guida autonoma ai sistemi computerizzati di monitoraggio e assistenza.

Anche le infrastrutture – strade, porti, ferrovie, fondamentali per il trasporto integrato – stanno cambiando: da semplice canale di transito per le merci, si stanno trasformando in veri e propri provider di servizi, in grado, per esempio, di assistere le aziende dell’autotrasporto per utilizzare al meglio le proprie reti, aggiornando gli utenti in tempo reale via social network sull’andamento del traffico o su eventuali ostacoli alla circolazione.

Così, se da un lato si stanno correggendo gap strutturali che finora hanno penalizzato in particolare Sud e Centro Italia – ristrutturando, per esempio, tunnel ferroviari non ancora in grado di far transitare convogli su cui sono caricati i semirimorchi – dall’altro si supporta l’evoluzione verso i motori a propulsione alternativa, installando sulle strade colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.